Con l’apertura del Museo Greco – Romano nel 1892, si intensificarono le operazioni di scavo e di ricerca sistematica per cercare di recuperare ciò che era stato perduto; di fondamentale importanza sono stati i contributi dei primi direttori del Museo, tutti italiani: Giuseppe Botti, Evaristo Breccia ed Achille Adriani.
Tra le scoperte più importanti del Botti c’è il grandioso ipogeo di Kôm el-Chogafa, del I-II sec. d.C. ; nel 1898 venne fondata la Société Archéologique d’Alexandrie ed il relativo Bulletin, che diventò col passare degli anni sempre più importante per le pubblicazioni inerenti l’arte e l’archeologia Alessandrina. Sempre in questi anni viene fondata un’altra rivista di riferimento, Rapport sur la marche du service du Musée Gréco-Romain d’Alexandrie. Tra gli anni 1899-1900 il Botti[1] pubblica una serie di articoli sotto il titolo generale di “Additions au Plan d’Alexandrie” nel BSAA (tav. XII-XIII).
Nel 1909 al Botti succede Evaristo Breccia[2] che continua le ricerche ampliando le pubblicazioni sia nel BSAA che nel Rapport, sino alla stesura della guida “Alexandrea ad Aegyptum” del 1914 (rivisitata nel 1922)[3], un mix tra una guida al museo ed una monografia dell’antica Alessandria, che comprendeva una corposa descrizione della topografia della città (tav. XIV) ricostruita in base alle fonti scritte ed ai rinvenimenti archeologici fino al 1922. In questo periodo vengono pubblicati una serie di lavori su Alessandria ed Alessandro che contengono dei riferimenti alla fondazione, ma la maggior parte degli studi su questo momento cruciale si concentrano sul piano di progettazione e sulla relativa pianta[4].
Un contributo essenziale alle conoscenze attuali sull’antica Alessandria si deve ad uno dei più grandi direttori del Museo, il napoletano Achille Adriani. Durante la direzione del Museo (50 anni), Adriani condusse ricerche in tutta la città pubblicando svariati articoli e monografie, essenziali per la conoscenza della città antica[5]; trasformò il vecchio Rapport nell’ Annuario del Museo Greco-Romano, dove pubblicò gran parte dei suoi lavori. Nel 1934 pubblicò “Saggio di una pianta archeologica sull’antica Alessandria“[6] (tav. XV) dove riportò i risultati dei suoi scavi sistematici, che confermarono e rivalutarono in gran parte la pianta redatta da Mahmoud Bey. Fondamentale è il “Repertorio d’arte dell’Egitto greco-romano C“[7], contenente una descrizione dei più importanti siti archeologici ed una mappa archeologica della città, che rappresenta lo stato delle ricerche fino al 1960.
Nel 1962 viene pubblicato un lavoro di Bradford Welles che inquadra il problema della fondazione di Alessandria intorno alla scoperta del Serapeo[8] e che sarà alla base delle future ricerche su questo grandioso monumento, che lo Pseudo-Callistene considerava preesistente alla venuta di Alessandro in Egitto[9].
Altro contributo fondamentale è “Ptolemaic Alexandria“[10] redatta in tre volumi nel 1972 da Peter Marshall Fraser, lavoro monumentale, aggiornato al 1964, che conferma ancora una volta la pianta redatta da Mahmoud Bey. Le ricerche di Fraser e di Adriani sono alla base delle attuali conoscenze della storia, dell’arte e della topografia alessandrina[11].
In seguito verranno pubblicate molte monografie o studi che trattano la fondazione di Alessandria, ma l’argomento principale analizzato sarà sempre il piano di progettazione, la questione dinokratea e svariati contributi su Kleomènes di Nàukratis.
[1] G. BOTTI, Il museo di Alessandria e gli scavi nell’anno 1892, Alessandria 1892; G. BOTTI, Notice des Monuments exposés au Musée Gréco-Romain d’Alexandrie, Alessandria 1893; G. BOTTI, Rapport sur les fouilles pratiquées et à pratiquer à Alexandrie, Alessandria 1894; G. BOTTI, L’Acropole d’Alexandrie et le Serapeum d’aprés Antonius et les fouilles, Alessandria 1895; G. BOTTI, Fouilles à la Colonne Théodosienne, Alessandria 1897; G. BOTTI, Plan de quartier Rhacotis dans l’Alexandrie romaine, Alessandria 1897; G. BOTTI, La côté alexandrine dans l’Antiquité, Cairo 1898; G. BOTTI, Plan de la ville d’Alexandrie à l’époque ptolemaique, Alessandria 1899; G. BOTTI, Catalogne des Monuments exposés au Musée Gréco-Romain d’Alexandrie, Alessandria 1900.
[2] E. BRECCIA, Les fouilles dans le Serapeum d’Alexandrie en 1905-1906 (Premier raport), in ASAE n°8 1907, pp. 62-76; E. BRECCIA, Iscrizioni greche e latine nel Museo Greco-Romano di Alessandria, Il Cairo 1911.
[3] E. BRECCIA, Alexandrea ad Aegyptum, Bergamo 1914 (I Edizione), Bergamo 1922 (II Edizione rivisitata).
[4] E. M. FORSTER, Alexandria, a History and a Guide, Alexandria 1922 (I Edizione), Alessandria 1938 (II Edizione), New York 1961 (III Edizione), Londra 1985 (IV Edizione); H. RIAD, Y. H. SHEHATA, Y. EL-GHERIANI, D. A. DAOUD, Guide to the Alexandrian Monuments, Cairo 1924; IBN ABD EL HAKAM, Foundation d’Alexandrie, in BSAA n°20, 1924, pp. 115 e seg. ; VAN GRONINGEN, À propos de la foundation d’Alexandrie, in Racc. Lumbroso, 1925, pp. 207 e seg. ; V. EHRENBERG, Alexander und Ägypten, in Beihefte zum Alten Orient, Leipzig 1926; H. BERVE, Das Alexanderreich auf prosopographischer Grundlage, vol. 2, Monaco 1926; RADET, Alexandre le Grande, 1931, pp. 111, 117, 285; WILCKEN, Alexander der Grosse, 1931, pp. 198-199; V. CHAPOT, Alexandre fondateur de villes, in Mél. Glotz I, 1932, pp. 173 e seg.
[5] A. ADRIANI, Annuario del Museo Greco-Romano 1932-33, Alessandria 1934; A. ADRIANI, Annuaire du Musée Gréco-Romain 1935-39, Alessandria 1940; A. ADRIANI, Documenti e ricerche d’arte alessandrina – Sculture monumentali del Museo Greco-Romano di Alessandria, Roma 1946; A. ADRIANI, Scavi e scoperte alessandrine, in BSAA n°41 1956, pp. 1-48; A. ADRIANI, Repertorio d’arte dell’Egitto greco-romano A: scultura, I-II, Palermo 1963; A. ADRIANI, Lezioni sull’arte alessandrina, Napoli 1972; A. ADRIANI, La tomba di Alessandro: realtà, ipotesi, fantasie, a cura di Nicola Bonacasa e Patrizia Minà, Roma 2000.
[6] A. ADRIANI, Saggio di una pianta archeologica sull’antica Alessandria, in AMGR 1932-33, pp. 55-96.
[7] A. ADRIANI, Repertorio d’arte dell’Egitto greco-romano C: topografia ed architettura, Palermo 1963.
[8] C. B. WELLES, The Discovery of Serapis and the Foundation of Alexandria, 1962, pp. 271-298
[9] Ps-Callisth., I, 33.
[10] P. M. FRASER, Ptolemaic Alexandria, 3 vol., Oxford, 1972.
[11] F. PESANDO, Alessandria in La città greca antica. Istituzioni, società e forme urbane, a cura di E. Greco, Roma 1999, p.432
Achille Adriani non era palermitano;
insegnò per molti anni nella città di Palermo ma le sue origini erano napoletane.
Grazie della precisazione; purtroppo su molti testi viene riportata una notizia sbagliata.