Intorno al 3000 a.C. un faraone conosciuto col nome di Narmer sale sul trono dell’Egitto. Le iscrizioni contemporanee del suo nome, di solito abbreviate col segno del pesce-gatto leggibile come nar, mostra senza dubbio che il suo nome vada letto Narmer; questo nome è ufficialmente accettato fino a quando una lettura alternativa verà proposta. In accordo con Manetone, la I e II Dinastia sono originarie della città di Thinis, la capitale della regione di Abydos, probabilmente da localizzare nei pressi della moderna città di Girga. La presenza delle tombe regali della I e II Dinastia ad Abydos confermano il racconto di Manetone, poichè Abydos era la principale necropoli della regione Thinita. Che Narmer avesse o meno la sua residenza reale a Thinis, è chiaro il forte legame con questa regione ed i suoi predecessori predinastici nel mantenere la tradizione di essere sepolti nell’antica necropoli.
Se Narmer va associato con la storico-leggendaria figura di Menes, allora dev’essere identificato con il primo faraone della I Dinastia con la propria residenza reale a Memfi. Erodoto riporta che Menes deviò il corso del Nilo per fondare la sua capitale; tuttavia va sottolineato che nessun reperto databile al regno di Narmer è stato rinvenuto a Saqqara, la necropoli di Memfi. Uno dei grandi dibattiti dell’Egittologia riguarda proprio l’identificazione di Menes: Narmer, Aha, una fusione di entrambi o una mitica figura rappresentante il processo di formazione dello stato? Strettamente legato a questo argomento è la posizione cronologica di Narmer: alla fine della Dinastia 0 o all’inizio della I Dinastia? Anche se si propende verso la seconda ipotesi con la conseguente identificazione di Menes con Narmer, il dibattito è anacronistico, poichè le dinastie furono “inventate” 2500 anni dopo il regno di Narmer; tantomeno gli antichi egizi avevano lo stesso concetto di storia che intendiamo oggi. Che ruolo rivestive Narmer agli occhi dei suoi immediati successori, i faraoni della I Dinastia? Per gli ultimi due, Den e Qaa, Narmer rappresentava sicuramente la figura del fondatore, almeno nel contesto delle sepolture di Abydos. In questo contesto, è significativo che i primi vasi di pietra iscritti provenienti da migliaia di nascondigli sotto il complesso piramidale di Saqqara datano al regno di Narmer. Ciò è stato interpretato come un tentativo da parte del faraone Netjerikhet di legittimare la sua autorità ed il suo potere attraverso un rimando al suo predecessore.
É affascinante tentare di interpretare il significato del regno di Narmer alla luce della sua paletta cerimoniale rinvenuta nel Deposito Principale a Hierakonpolis. La scena scolpita su questa paletta è probabilmente la più conosciuta e la più studiata dell’Antico Egitto. Tuttavia se il simbolismo della scena rappresentata è chiaro - dominio di Narmer su Alto e Basso Egitto – l’occasione della sua dedica è ignota. Una diretta interpretazione storica del reperto è considerata inadatta e datata; è ragionevole invece sostenere che la paletta commemori una rievocazione rituale di una precedente vittoria militare (l’unificazione delle due terre era una componente rituale degli antichi rituali regali) o probabilmenre rientra interamente nel mito e simbolismo regali, celebrando l’onnipotenza del faraone alludendo ad uno specifico evento storico. Tuttavia un’iscrizione parziale di Narmer rinvenuta durante la recente campagna di scavo tedesca ad Umm el-Qaab, offre un supporto alla vecchia interpretazione storica della paletta. L’iscrizione apparentemente riporta lo stesso evento indicato dalla paletta: riporta il nome del faraone attraverso il pesce-gatto mentre percuote un prigioniero barbuto, identificato, in base al papiro presente sulla sua testa, come un abitante del Basso Egitto.
Un altro importante reperto del regno di Narmer è una testa di mazza decorata proveniente ancora una volta dal Deposito principale di Hierakonpolis. Come la paletta, la testa di mazza è stata variamente interpretata. Una prima generazione di studiosi credevano che questa commemorasse il matrimonio di Narmer con una principessa del Nord. Tuttavia, la figura (femminile?) sul baldacchino, rappresentata prima del faraone seduto sul trono, potrebbe rappresentare una divinità e le origini meridionali della regina Neith-hotep vanno contro tale interpretazione. Resta da sottolineare che le rappresentazioni dell’occorrente per il rito del matrimonio nel Basso Egitto sembrano essere confermate dalle raffigurazioni di un santuario col tetto a falda sormontato da un airone: si tratta del santuario di Djebaut, un distretto di Buto nel Delta nord-occidentale. Un fattore in più è costituito dal recinto ondulato raffigurato sotto il santuario, comparato con il centro cerimoniale recentemente scavato a Hierakonpolis.
In confronto ai suoi predecessori Narmer è ben attestato nel contesto archeologico; il suo nome è stato ritrovato su cocci provenienti dal nord Israele, nel Delta nord-orientale, suggerendo un commercio attivo tra l’Egitto e la Palestina durante il regno di Narmer. In base a queste evidenze alcuni studiosi hanno suggerito che la paletta di Narmer rappresentasse una campagna militare in Palestina. Un’altra testimonianza del diretto contatto tra gli Egizi e gli Asiatici durante il regno di Narmer proviene da un frammento d’avorio inciso rinvenuto nella tomba (B17) di Narmer ad Abydos: qui è rappresentato un uomo barbuto con tratti asiatici piegato mentre rende omaggio al faraone d’Egitto. Nel Delta un vaso completo con un serekh completo di Narmer è stato ritrovato a Minshat Abu Omar e un coccio con un serekh danneggiato è stato scavato a Buto. Altre iscrizioni riguardanti Narmer sono state ritrovate in varie regioni dell’Alto e il Basso Egitto.