Ci sono pochi dubbi sul successore di Narmer il cui nome è stato interpretato come Hor-Aha, o più semplicemente Aha, “il combattente”. Uno dei monumenti più impressionanti della I Dinastia era la tomba regale di Naqada, ora purtroppo quasi scomparsa a causa dell’erosione. Identificate originariamente come la tomba di Menes, ora viene generalmente riconosciuta come la sepoltura di una donna adulta appartenente alla famiglia regale della I Dinastia, il cui nome è Neith-hotep. Il rinvenimento di diverse iscrizioni e sigilli di Aha nella tomba ci suggerisce che l’occupante probabilmente morì durante il regno di Aha che supervisionò la sepoltura. In questo caso, Neith-hotep è con ogni probabilità da identificare con la madre di Aha. Il luogo scelto per la tomba indica le sue origini provinciali; Naqada è conosciuta per essere il maggior centro politico e politico nel periodo Predinastico, ed è probabile che Narmer – membro della famiglia reale di Thinis – volle avere come moglie un membro dell’antica famiglia di Naqada, per cementare un’importantissima alleanza politica tra due dei centri chiave dell’Alto Egitto.
Aha sembra aver avuto un ruolo decisivo nella scelta di Memfi come principale centro di governo: la mastaba più antica nella scarpata di Saqqara data al suo regno ed appartiene ad una figura importante dell’amministrazione nazionale, forse un fratello o un altro maschio legato al faraone. Aha stesso mantenne la tradizione dei suoi predecessori, e fu sepolto nell’antica necropoli di Abydos. Uno dei gioielli appartenenti al corredo funebre riporta il nome Benerib – letteralmente “dolce di cuore” – figura da identificare con ogni probabilità con la moglie di Aha. Il progetto del complesso mortuario del faraone mostra inportanti novità: insieme con le altre tombe di Naqada e di Saqqara, esso marca il regno di Aha come un periodo di grandi innovazioni architettoniche. Anche gli artigiani sembrano fiorire sotto il regno di Aha; alcuni oggetti iscritti attestano questa tendenza: due asce di rame; un frammento di un box d’avorio con li nome del faraone e di Benerib; un frammento di un grande vaso di faience con il serekh del faraone; due pezzi di marmo bianco iscritti. Sebbene il nome di Aha sia stato ritrovato in diversi siti, esso non è ben attestato come quello dei suoi predecessori, nè il suo nome è stato attestato al di fuori della Valle del Nilo. É difficile ottenere un’accurata impressione da evidenze limitate, ma un cambiamento nella natura delle relazioni egizie con la Palestina costituisce l’inizio di un trend a lungo termine che vedrà il commercio tra l’Egitto ed i suoi vicini rimpiazzato da un diretto sfruttamento delle risorse attraverso avamposti o porti (principalmente Byblos sulla costa Libanese). Un solo frammento di ceramica Siro-Palestinese è stato trovato in un contesto databile al regno di Aha: un coccio provenienete dalla tomba B19 di Abydos. Due iscrizioni di ebano riportano una visita di Aha nel Delta, mentre un’altra iscrizione proveniente da Abydos descrive una campagna militare contro Ta-Sety, nome con cui nei periodi successivi veniva identificata la Nubia. Che le iscrizioni riportino eventi reali o simbolici, il messaggio non cambia: l’Egitto guardava al sud con intenti ostili, con gli occhi puntati sui beni di lusso provenienti dalla Nubia.