Già dal III millennio a.C. Iside fa parte dello sterminato pantheon egizio, anche se non riveste ancore un ruolo di primo piano; dal II millennio, ma soprattutto dal Nuovo Regno le divinità più importanti sono quelle facenti parte della seguente triade: Amun-Mut-Khonsu. L’iconografia presenta Iside che porta uno scettro in una mano e nell’altra il geroglifico ankh, la croce ansata simbolo della vita eterna,
.
Come abbigliamento porta un copricapo con un ureo protettore e dal Nuovo Regno assimila dalla dea Hathor il disco solare racchiuso tra le corna bovine.Le testimonianze più antiche dell’Antico Egitto non trasmettono il nome della dea, testimoniato solo a partire dalla V Dinastia, dove compare in relazione con Osiride; risale invece alla VI Dinastia la prima testimonianza di un sacerdote adibito al culto di Iside: si tratta di un iscrizione rinvenuta a Cusae, Qis, dove nella titolatura del sacerdote in questione compare il nome Iside collegato a quello della dea celeste Hathor1. La prima rappresentazione iconografica al di fuori delle illustrazioni dei sarcofagi invece risale addirittura alla XVIII Dinastia; nonostante ciò il fatto di essere menzionata circa settanta volte nei Testi delle Piramidi e che poi ricompaia nei Testi dei Sarcofagi garantisce una sua profonda conoscenza sin dalle epoche più antiche[2].
Varie sono le ipotesi sul significato del suo nome, espresso in geroglifico dall’immagine di un trono; due sono le interpretazioni del significato del nome:
-
Trono con valore cosmico come “sede” del dio Sole;
-
Trono con valore sociale di “trono regale”
Altri hanno tentato di ricercarne il significato in lingue pre-egizie, in altre radici ed altro ancora, a testimonianza che il problema non è affatto risolto. Nota è invece il luogo di origine della dea; nei Testi delle Priamidi è connessa con una località del Delta, Hebit (Ntrw), nota ai greci come Iseion, dove sono stati ritrovati numerosi resti di un tempio dedicato alla dea. Presto il culto si diffonde anche in altre località: a Cusae nel periodo menfita e, dal Medio Regno, ad Abido ed a Copto, fino a diffondersi in tutto l’Egitto grazie al suo identificarsi con le varie divinità locali[3].Sin dalle prime attestazioni Iside viene inquadrata in un sistema genealogico di divinità focalizzato sull’importantissimo centro religioso di Eliopoli; come tutte le cosmogonie egizie all’inizio del tutto c’è il Nun,
, termine di difficile interpretazione che viene di solito associato all’acqua come una sorta di Oceano Primordiale, il non creato e non differenziato. Da questo Nun emerse un demiurgo, un dio creatore, che non fu creato, ma che era una forza insita nel Nun stesso e che, presa consapevolezza di se, si manifestò. Secondo la cosmogonia di Eliopoli il demiurgo è Atum, o Ra, il dio sole, che si pose sulla “collina primordiale” ed iniziò a creare; secondo la Formula 527 dei Testi delle Piramidi «Atum è colui che divenne, che si masturbò in Heliopolis. Egli prese il suo pene nel suo pugno e fece una dolce eiaculazione da esso e i gemelli, Shu e Tefnet, nacquero». Da Shu,
, dio dell’aria secca, e Tefnet,
, dea personificazione dell’umido, nacquero Geb,
, dio della terra, e Nut,
, dea del cielo. Da Geb e Nut nasceranno altri quattro dèi: Osiri,
, Seth,
, Isi,
, e Nefti,
. Questi primi nove dèi da cui tutto ebbe inizio costituiscono la cosiddetta Grande Enneade di Eliopoli per distinguerla dalla Piccola Enneade costituita da Horo,
, Thot,
, Anubi,
, Maat,
, ed i quattro figli di Horo[4]. Se il primo gruppo di divinità ha un carattere esclusivamente cosmico,gli ultimi quattro hanno caratteristiche decisamente diverse: Osiri è un sovrano invidiato dal fratello Seth, che riesce ad ucciderlo.Isi ci appare inserita in un contesto mitologico e leggendario molto ampio, che forniscono alla dea tratti e valori specifici che ne arricchiscono la personalità, escludendola quindi da una sola funzione specifica. Ma l’ampliamento dei centri di culto e dei vari attributi riferibili ad Isi, è da ricercare anche nell’abitudine sincretica dell’antico Egitto, che tendeva ad assimilare diversi dèi in nuove figure divine con svariati attributi; questo processo di sincretismo permetterà di vedere ed identificare Isi praticamente in ogni divinità femminile. Inoltre la sua associazione con Horo amplifica la sua diffusione nel mondo antico; infatti, essendo questo dio una divinità celeste oggetto di culto anche al di fuori del ciclo osiriaco, ma soprattutto al di fuori dell’Egitto, Isi considerata sua madre lo segue al di fuori delle sedi originarie di culto. Ad esempio a Copto Horo si identifica con il dio locale Min; in questo modo Isi diviene madre di Min ed anche sua sposa al di fuori del ciclo osiriaco. Ad Asyut la divinità canide locale Upuaut,
, è identificato con Osiri; quindi Isi ne diviene la madre. Ancora, una delle divinità più importanti, Hathor, il cui nome significa “casa di Horo”, quindi sua madre, venne presto assimilata ad Isi, che ne prese le caratteristiche iconografiche: le corna bovine ed il disco solare sul capo fra le corna[5].Ma per quanto notevoli siano le sue assimilazioni con altre divinità, predominante resta la sua figura di sposa di Osiri e madre di Horo. In senso strettamente mitologico, il rapporto con Osiri vede Isi come una “vedova”; infatti è proprio nel momento dell’uccisione dello sposo che inizia la sua avventura. Nei Testi delle Piramidi Isi e Nefti vengono rappresentate come due uccelli che piangono, rispettivamente ai piedi ed al capo, del defunto Osiri[6]. Questo preciso episodio della mitologia egizia ha un preciso valore nell’escatologia, poiché è proprio grazie a questo lamento che il morto rinasce a nuova vita. Solo in quest’ottica si comprende perché nei Testi delle Piramidi Isi allatta il re morto, e perché nel rituale di Epoca Tarda che riuniva Iside di File con Osiride di Biga[7], la dea partiva ogni dieci giorni dal suo tempio per portare libagioni di latte al dio defunto. Allo stesso modo trova spiegazione l’identificazione del sarcofago che conserva il corpo del faraone defunto con Isi, in funzione di protezione, e Nut, in quanto madre di Osiri, divinità con cui veniva identificato il faraone una volta morto. Questa funzione protettrice del re defunto diventa più marcata ed estesa quando con Osiri si identificano tutti i defunti, privilegio questo destinato in precedenza ai soli sovrani[8]. È in questo momento che Isi con Nefti appare alla testa dei sarcofagi, mentre in seguito proteggerà la cassa contenente i vasi canopi. Sempre in seguito a questa connotazione funeraria verrà identificata con Imentet,
, personificazione del deserto occidentale, simbolo dell’”Occidente” dove tramonta il Sole, destinato a risorgere in eterno e simbolo della resurrezione auspicata dai defunti. Questa funzione di protettrice dei morti fu motivo di enorme fortuna per il culto di Isi, poiché fu grazie a queste connotazioni che il suo culto entrò nel sistema dei “misteri”.L’altro aspetto importante e molto comune della dea era quello della madre; anche se ci si trova di fronte alle tipiche triadi egizie, quella formata da Isi-Osiri-Horo è anomala, poiché padre e figlio non coesistono dal momento che Horo nasce solo dopo la morte del padre grazie alle arti magiche di Isi. La protezione di Horo dal malvagio Seth, la sua nutrizione e la sua formazione conferiscono alla dea un carattere benevolo insieme ad una propensione verso le arti magiche. La dea compare nelle formule magiche di protezione dall’epoca faraonica all’epoca copta, dove alcune formule narrano come Isi abbia aiutato Horo nelle sue imprese erotiche[9].Le connotazioni di vedova e madre sono quelle che inquadrano meglio Isi e che ne determinano l’iconografia più frequente; di norma appare come donna, di rado assume gli aspetti teriomorfi frequenti per le altre divinità egizie. È stata già evidenziata la trasformazione in uccello o i caratteri bovini derivati da Hathor; ma in alcuni casi può apparire anche come serpente[10] o ippopotamo. Tuttavia le rappresentazioni più frequenti, che continueranno anche in Epoca Tarda, sono quelle che la mostrano come protettrice dello sposo e madre di Horo.
[1][1] S. DONADONI, Iside faraonica, in Iside. Il mito, il mistero, la magia, a cura di Ermanno A. Arslan, Milano 1997, p. 32. ⇑
[2] Ivi.
[3] Ivi.
[4] M. ZECCHI, La Religione, in L’Antico Egitto, a cura di S. Pernigotti, Imola 2004, p. 150.
[5] S. DONADONI, Iside faraonica, in Iside. Il mito, il mistero, la magia, a cura di Ermanno A. Arslan, Milano 1997, p. 33.
[6] Ivi.
[7] Il culto tipico dell’isola è proprio quello di Isi, che dalla sua isola sorveglia la tomba dello sposo Osiri nella vicina isola di Biga, “inaccessibile” e silenzioso cimitero del dio.
[8] S. DONADONI, Iside faraonica, in Iside. Il mito, il mistero, la magia, a cura di Ermanno A. Arslan, Milano 1997, p. 35.
[9] Ivi.
[10] Fra le divinità con cui Isi veniva identificata, c’è anche Renenutet,
, dea cobra; tale assimilazione era già acquisita a Narmouthis alla fine del I sec a.C.
Gran bel sito! Continua così!
Grazie! Spero di ricevere altre visite!
ciao, ottima trattazione. davvero interessante. mi sai dire qual’è il giorno di iside? (secondo il nostro calendario) ti ringrazio
Secondo il Kemetismo, una sorte di neoreligione pagana che si propone di ricostituire l’antica religione egizia, il giorno di Iside dovrebbe essere il 5 Agosto. Infatti nella prima settimana di Agosto festeggiano la nascita di un nuovo ciclo corrispondente al sorgere della stella Sirio. Grazie per il commento.
Bellissima descrizione.. completa e adeguata. ^^
Grazie…
bella la costruzione del sito pochi accenni alla magia di iside che ancora oggi viene praticata
Beh, per ora sto cercando solo di delineare un quadro storico della civiltà egizia; in seguito darò più spazio alla sfera spirituale, visto che gli egizi avevano una parola per indicare la magia, heka, ma non una per indicare la religione nell’accezione odierna.
Comunque grazie del commento.
Grazie per l’impegno e l’amore messo a disposizione di chi è interessato. Sto facendo una ricerca sull’archetipo della Grande Madre Mediterranea. Non riesco a trovare una immagine con il Divino Fanciullo in braccio…
grazie
Appena posso ti mando delle foto!
grazie!!è stato molto utile x il mio esame di stato!!;)
Sono contento!! Spero di averti tra i miei visitatori abituali!
ciao…innanzitutto complimenti per la trattazione; in secondo lugo vorrei chiderti notizie più precise sul valore escatologico dei culti isiaci nell’impero romano, se ne sai qualcosa. Grazie mille!
ciao mi spreste dire in quale epoca è ambientato il mito di iside?grazie
Ciao.Innanzitutto complimenti per il sito.Mi piace sia la chiarezza che usi che l’ordine delle pagine.
Sono un fan della serie tv LOST in cui si parla pure di mitologia egizia.Negli ultimi stiamo discutendo su un’immagine che ci ha mostrato di spalle quella che sembra una divinità egizia.Secondo te potrebbe essere Iside? E se no,chi è secondo te basandoti su questa foto.Grazie mille(se ritieni la domanda stupida o non inerente dillo pure.No problem)
http://www.theintransigentlines.com/wp-content/uploads/2009/04/lost-statue.jpg